ArchiMinimal Photography Challenge 2019 – La Giuria

Massimo Santinello
Massimo Santinello

Massimo Santinello, nasce a Padova nel 1957 dove tuttora risiede; attualmente si occupa di ricerca e didattica nell’area della Psicologia di Comunità presso il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova. Appassionato di fotografia e audiovisivi fotografici, ha lavorato come fotografo clinico per circa 10 anni presso l’Istituto di Chirurgia Plastica dell’Università di Padova. Laureato in Psicologia, frequenta il Gruppo Fotografico Antenore (BFI) di Padova dal 2007, esponendo in alcune mostre personali e collettive. Da oltre 10 anni utilizza la tecnica del Photovoice come strumento di ricerca-azione-partecipata per promuovere il cambiamento sociale; i risultati sono documentati in articoli scientifici apparsi in riviste nazionali e internazionali. Co-autore del volume: Photovoice. Dallo scatto fotografico all’azione sociale, edito da FrancoAngeli. Recentemente all’interno del progetto Horizon 2020 ha coordinato un’attività di Photovoice che si è svolta in 9 paesi europei.

 

 

Lorenzo Linthout
Lorenzo Linthout

Lorenzo Linthout nasce nel 1974 a Verona, città nella quale vive. Inizia a fotografare all’età di sedici anni; a ventiquattro anni si laurea presso la Facoltà di Architettura “Biagio Rossetti” dell’Università degli Studi di Ferrara. Unisce gli studi al concetto della fotografia ritraendo il silenzio nella giungla urbana attraverso un lavoro di privazione, sottrazione e negazione, per riportarla a una sobrietà lessicale, ad un’assenza di chiasso strutturale, di ridondanza stilistica; le sue immagini vengono rese quasi irriconoscibili dall’estraniamento di qualsiasi disturbo visivo e da tutto ciò che appartiene alla realtà, ripulite e denudate da ogni traccia contestuale ed eccesso di forma.

Così spogliata, questa architettura appare “non assordante”, illuminata a volte dalla luce del cielo, che diventa spesso un asettico sfondo e rappresenta il silenzio che ha il compito di esaltare lo spazio vuoto.
Negli ultimi anni ha esposto, fra personali e collettive, a oltre cento mostre in Italia, Francia, Svizzera, Polonia, Inghilterra,  Lussemburgo, Germania, Ungheria, Montenegro,  Slovenia, Croazia ed Albania. Dal 2012 collabora con l’agenzia americana Art+Commerce con sede in New York, dal 2014 con la rivista “A. V. – Verona”. A febbraio 2017 pubblica il suo primo libro “Architectural visions”.

 

Anna RITA RAPANA’
Anna Rita Rapanà

Classe 1973 Anna Rita Rapanà salentina di nascita e veneto emiliana di adozione, eredita la vena creativa dal padre Carlo, maestro scalpellino. Si diploma al Liceo Artistico statale nella sezione architettura e il suo primo lavoro, la vede impegnata nel restauro dei Propilei del Duomo e della facciata della Chiesa del Carmine di Lecce. Decide di intraprendere successivamente gli studi di Psicologia Clinica e di Comunità, laureandosi a Padova nel 2007 e partecipando ad una ricerca sulla Psicologia della Percezione, sviluppando una tesi su come l’area influisce sul colore percepito. Appassionata da sempre di arte e fenomeni comunicativi, decide nel 2012 di passare, dallo studio teorico della fotografia quale mezzo espressivo, alla pratica della tecnica fotografica applicandosi quotidianamente con passione e perizia a diversi generi. In pochi anni questo le permette di conseguire riconoscimenti sul territorio e in campo nazionale non ultimo il premio Artribune Architettureversoilcielo e di esporre progetti di matrice più concettuale come la partecipazione al Festival della Filosofia 2017 con il Portfolio L’effimero Indispensabile. Da poco più di un anno nella scuderia Archiminimal, segue le selezioni degli utenti, commentando le diverse proposte e seguendo il percorso didattico nel Laboratorio. Attualmente è iscritta alla laurea magistrale in pubblicità comunicazione digitale e creatività d’impresa. La sua idea di fotografia è quella di una dimensione espressiva multipla e catalizzatrice di senso, capace di creare un discorso proiettivo tra sé stessi e il mondo e poi ancora tra l’immagine e chi ne fruisce. Siano esse: forme pure, complesse, scenari di una memoria lontana o prossima, ciò che dovrebbe emergere è un continuum discorsivo, capace di decostruire e ristrutturare visioni alternative e/o possibili. Un ri-conoscimento quindi di intima appartenenza, sia esso emozionale e/o concettuale, tra l’esperienza fuori e quella dentro di noi. Autodidatta, viene formata attraverso l’opera quotidiana di molti autori, da lei considerati dei maestri, con i quali ogni condivisione, discussione, diventa occasione di crescita.

ANDREA ROSSATO 
Andrea Rossato

Nato a Udine nel 1969, nonostante abbia iniziato a fotografare da poco, ha già vinto importanti riconoscimenti internazionali. La World Photography Organisation gli ha conferito il titolo di Miglior Fotografo Italiano Open nel 2015, assegnandogli il titolo di “National – Italy Award” durante il Sony World Photography Awards 2015; gli attribuisce il titolo di 3 classificato nella categoria Professional Art Candid il Sony World Photography Awards 2016 e annuncia la sua presenza nella shortlist della categoria Professional Sport al Sony World Photography Awards 2017. Nel 2015 si aggiudica anche il primo posto nella categoria Architecture, Industrial del prestigioso premio IPA. Dopo gli studi scientifico-tecnologici, attività professionale nel mondo dell’ IT prima e della Formazione Professionale poi, diventa Coordinatore Generale presso un Ente di Formazione Professionale e dal 2014 si occupa anche degli aspetti legati alla fotografia, reportage, eventi, fotografia per comunicazione istituzionale, docenza. Continua a lavorare come responsabile per la pianificazione dei corsi e la gestione a Civiform soc.coop.soc. (Ente di Formazione Professionale), di cui anche cura come fotografo ufficiale pubblicazioni ed eventi. Il suo campo d’azione è la fotografia di architettura, ma la passione per la fotografia lo ha portato a sperimentare anche in altre aree, continua a studiare fotografia, per la ricerca di nuovi stili di comunicazione e per lo sviluppo del suo stile.


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